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Il cambiamento di sesso
Definizione e classificazione
Il termine "transessuale" viene coniato nel 1949 dal dottor David Cauldwell, ma diventa di uso comune dopo la pubblicazione del libro “The transsexual phenomenon” (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966, che diventa ben presto un testo di studio universitario, in quanto è il primo a trattare la transessualità con un approccio anche terapeutico. La persona transessuale, per la scienza medica odierna, soffre di "Disturbo dell'Identità di Genere" (D.I.G.), patologia psichiatrica secondo il DSM IV edizione, ovvero il Manuale di Classificazione dei Disturbi Mentali, redatto dall'Associazione Americana degli Psichiatri, ed anche secondo l'ICD 10 edizione a cura dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in questo caso sotto il nome di "Disforia di Genere". L’identità di genere è una delle componenti fondamentali del processo di costruzione dell’identità. Il termine, coniato da Money e Ehrhardt (1972), si riferisce al vissuto di appartenenza ad un genere o all’altro, maschile o femminile, o in modo ambivalente ad entrambi. Tale appartenenza può esprimersi quindi con vissuti e comportamenti corrispondenti o non corrispondenti al sesso biologico. Il soggetto può vivere la non corrispondenza in modo ambiguo, ambivalente o lineare al punto da non riconoscersi appartenente al proprio sesso biologico e/o riconoscersi e desiderare di appartenere all’altro sesso. Ciò che differenzia la persona transessuale dagli altri è, però, il desiderio profondo ed incoercibile di modificare alcune caratteristiche corporee e di cambiare i propri dati anagrafici (nome proprio e sesso anagrafico alla nascita) adeguandoli al genere cui sente di appartenere in modo definitivo. |
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